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Khabane “Khaby” Lame riesce a entrare in una villa moderna, elude le guardie armate e si introduce in un caveau nascosto carico di bottino. No, l’influencer italiano, la persona più seguita al mondo su TikTok, non si è dato alla criminalità. Lame, che nel 2019 assemblava filtri per auto in una fabbrica alle porte di Torino, è ora una star di Fortnite, videogioco multiplayer di successo con oltre 230 milioni di giocatori mensili. “Quando ho iniziato, la gente mi diceva di trovarmi un lavoro vero”, racconta. “Ma io ho continuato con i video perché è quello che mi piace fare, anche se all’inizio nessuno li guardava”.

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Quanti follower ha Khaby Lame
In questi giorni, tutti gli occhi sono su Khaby Lame. Il tiktoker pubblica brevi clip in cui prende in giro meme famosi e si fa beffe di alcune acrobazie su Internet, tra cui uno chef che sbuccia una banana con tagli di coltello e un inventore fai-da-te che mostra un robot fatto in casa che porge un pezzo di carta igienica.

Da quando Lame si è fatto notare durante i lockdown per la pandemia, i suoi video su TikTok, della durata di due minuti, hanno attirato 2,4 miliardi di like e 162 milioni di follower, più del triplo della popolazione del suo paese. Su Instagram ha 80 milioni di seguaci.

Lame ha accumulato questa base di fan senza pronunciare una sola parola, comunicando con alzate di spalle animate e occhi espressivi. Così facendo, è diventato il Charlie Chaplin dell’era digitale, il mimo dei meme, che con i suoi video coinvolgenti intrattiene centinaia di milioni di persone al di là di lingue, confini e culture.

I video con Tom Cruise, i rigori con Beckham
Quest’anno, Lame ha realizzato degli sketch su TikTok con Matt Damon, Robert Downey Jr. e Tom Cruise. Ha tirato calci di rigore con David Beckham e ha recitato in una campagna pubblicitaria del Super Bowl per il gigante delle assicurazioni State Farm.

Il responsabile marketing di State Farm, Alyson Griffin, ha dichiarato di aver collaborato con Khaby perché era il TikToker più popolare negli Stati Uniti, era sicuro per il marchio e poteva lavorare a lungo termine per espandere l’investimento iniziale. “Il Super Bowl è stato visto da 115 milioni di persone”, spiega. “Il nostro video TikTok principale con Khaby ha ottenuto 220 milioni di visualizzazioni, oltre a tutti i follow, i like, i commenti e le condivisioni”.

Quanto guadagna Khaby Lame
Per Lame, il silenzio è stato d’oro. Secondo Forbes, dal giugno 2022 ha incassato 16,5 milioni di dollari grazie ad accordi con aziende come Hugo Boss, Binance e la banca mediorientale Qnb, oltre alle collaborazioni con Fortnite e State Farm.

Oggi guadagna 750mila dollari per presentare un prodotto in un post su TikTok e Instagram. Il marchio deve essere adatto alla sua immagine familiare. “Rifiuto la maggior parte delle richieste”, dice. “Voglio lavorare in modo pulito. Non ho mai collaborato con un’azienda che produce alcolici, sigarette o qualsiasi cosa che faccia male, perché molti bambini mi seguono”.

Lame è all’11esimo posto della seconda classifica annuale di Forbes dedicata ai top creators ed è un ottimo esempio del potere e dei profitti messi a disposizione dall’economia degli influencer. Per stilare la classifica sono stati analizzati i dati relativi a guadagni, numero di follower, tassi di engagement e attività imprenditoriali di migliaia di personalità della rete con l’aiuto della società di creator marketing Influential.

Il ruolo degli influencer
Tra il giugno 2022 e giuro 2023, i 50 principali creatori ci contenuti hanno sfruttato i loro 2,6 miliardi di follower sui social media per ottenere guadagni stimati in 700 milioni di dollari. Si tratta di un aumento del 23% rispetto ai 570 milioni di dollari del 2022. Secondo la società di ricerca sui social media Influencer Marketing Hub, quest’anno le aziende spenderanno circa 21 miliardi di dollari per il marketing dei creator, contri gli 1,6 miliardi di dollari di sette anni fa.

“Gli influencer sono il veicolo mediatico e commerciale più potente e prolifico mai inventato”, afferma Erin Lunati, chief innovation officer del colosso pubblicitario Omnicom Group. “Sono più fidati per il loro pubblico di quanto lo siano gli annunci pubblicitari. Possono vendere prodotti in pochi minuti. Possono provocare un flash mob che fa chiudere una grande città. Possono costruire un marchio da un miliardo di dollari senza alcun altro tipo di marketing. E possono distruggere lo stesso brand da un miliardo di dollari con un solo post”.

Da MrBeast a Bella Thorne
I creator conoscono il loro potere e stanno sfruttando la loro influenza per passare dai social media ad altri settori. Jimmy “MrBeast” Donaldson, 25 anni, al primo posto della lista di Forbes per il secondo anno consecutivo, ha usato il suo canale YouTube da 180 milioni di abbonati per lanciare un’azienda di snack bar chiamata Feastables e una catena di fast food, Beast Burger. Donaldson dovrebbe diventare membro del consiglio di amministrazione di Forbes una volta completata la vendita dell’azienda.

Addison Rae e Bella Thorne sono passate dal lip syncing su TikTok a ottenere importanti contratti discografici. Quanto a Lame, spera che il suo ruolo di star in Fortnite sia un trampolino di lancio per Hollywood. A giugno, il suo documentario (e debutto alla regia) I Am Khabane è stato presentato in anteprima al Taormina Film Festival. “Amo scrivere storie e film”, dice. “Voglio diventare attore e anche regista”.

È stata fondata nel 2016 con lo scopo di superare i limiti fisici e cognitivi degli esseri umani attraverso impianti elettronici. Di recente ha avviato il reclutamento per i test sulle persone.

Neuralink è una delle tante società di Elon Musk: è proprietario di X (ex Twitter) e della società spaziale SpaceX oltre che co-fondatore del produttore di auto elettriche Tesla, fra le altre cose. Così come altre iniziative, come scavare tunnel sotto alle grandi città (attraverso un'altra azienda, The Boring Company), anche Neuralink parte da un'idea molto ambiziosa e apparentemente irrealizzabile: evolvere le capacità fisiche e cognitive delle persone attraverso un impianto neurale, cominciando con il ridare la capacità motoria a chi, per una malattia, l'ha persa.

 

Cosa fa Neuralink
Neuralink Corporation è una società con sede a San Francisco fondata nel 2016 da Musk e un gruppo di scienziati e ingegneri.

L'idea fondamentale di Neuralink è quella di creare un'interfaccia neurale altamente avanzata che possa connettere il cervello umano direttamente a un computer o a un dispositivo esterno. Questa connessione diretta consentirebbe di superare limiti biologici e migliorare le capacità cognitive umane.

L'interfaccia neurale viene descritta sul sito di Neuralink come "totalmente impiantabile, esteticamente invisibile e disegnato per permetterti di controllare un computer o un dispositivo mobile ovunque tu vada".

Il funzionamento di Neuralink si basa su un sensore, chiamato "N1 Sensor", costituito da migliaia di elettrodi microscopici in grado di registrare l'attività neuronale nel cervello. L'impianto è sigillato ermeticamente all'interno di un rivestimento biocompatibile che, promette Neuralink, "resiste a condizioni fisiologiche che sono molte volte più rigide di quelle del corpo umano". Poiché è un dispositivo wireless ha bisogno di una batteria: che è integrata e viene ricaricata dall'esterno, attraverso la ricarica a induzione.

L'impianto include tutti i componenti e i sensori che servono a rilevare l'attività del cervello, a "tradurla" e a inviarla all'applicazione di Neuralink, parte del dispositivo chiamato "Link", che si occupa poi di decodificarla e trasformarla in azioni, come muovere il cursore su uno schermo o digitare una tastiera virtuale. Significa permettere alle persone che sono incapaci di muoversi, per esempio perché affette da una malattia, di "pensare" un movimento e vederlo poi riprodotto su uno schermo elettronico. Ma potenzialmente, sfruttando la connessione Bluetooth, questa dinamica potrebbe essere estesa a protesi artificiali o ad altri dispositivi che migliorano la vita di molte persone.

L'attività del cervello viene monitorata e registrata da 1.024 elettrodi che sono distribuiti su 64 piccoli fili, molto sottili e flessibili.

 

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Proprio lo spessore minimo dei fili implica che non possono essere maneggiati da una persona: per questo Neuralink ha realizzato un robot chirurgo, che "inserisce questi fili esattamente dove devono essere".

Il robot riesce a evitare i vasi sanguini, così da non causare infiammazioni, e sfrutta una configurazione composta da cinque telecamere e un sistema di tomografia ottica a coerenza di fase. Si tratta di un metodo poco invasivo per analizzare nel dettaglio e in profondità i tessuti, sfruttando due laser e la loro interferenza (cioè ciò che avviene, e può essere osservato, quando due onde luminose si sovrappongono): l'interferenza permette di calcolare la profondità e l'ampiezza delle strutture che compongono il tessuto. Viene usata di frequente in oftalmologia per l'analisi della retina e delle patologie dell'occhio.

Gli usi possibili
Le applicazioni di Neuralink sono ampie e potenzialmente rivoluzionarie. Tra queste valgono come esempio: la cura delle malattie neurologiche, come l'Alzheimer e il Parkinson; il potenziamento cognitivo per migliorare la memoria o l'apprendimento; nel lungo termine - questa, perlomeno, è la visione di Musk - anche l'integrazione con l'Intelligenza Artificiale. Un binomio allineato ai dettami del transumanesimo, movimento che, appunto, promuove l'ausilio di impianti elettronici per potenziare le capacità, fisiche e cognitive, degli esseri umani. Musk è un notevole sostenitore di questo movimento.

Il trattamento degli animali e l'accusa: "Musk ha mentito"
A oggi la sperimentazione di Neuralink è stata condotta unicamente con gli animali, fra cui scimmie, maiali e pecore. Alcuni risultati fino a qui ottenuti da Neuralink sono stati resi pubblici. Come quando una scimmia è riuscita a giocare a un videogioco simile a Pong, degli anni 70 in cui bisogna colpire un cubetto bianca con una piccola barra verticale bianca per simulare il ping pong, e chiamato "MingPong", cioè pong mentale; o quando un'altra scimmia ha digitato su una tastiera usando solo il pensiero.

Eppure, un'indagine condotta da Reuters avrebbe svelato che durante i test di Neuralink avrebbe ucciso almeno 1.500 scimmie durante la sua sperimentazione, anche a causa della velocità con cui Musk vuole ottenere risultati.

Anche per questo Neuralink sarebbe indagata dal dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) per verificare se, durante i test, ci siano state violazioni del benessere degli animali. In un post pubblicato sul blog ufficiale a febbraio 2022, Neuralink sosteneva di aver sempre superato senza problemi le ispezioni dell'USDA.

Con un post su X (ex Twitter) del 10 settembre, Musk ha detto che "nessuna scimmia è morta a causa dell'impianto di Neuralink", aggiungendo che Neuralink coinvolge scimmie che sono malate terminali.

Il 20 settembre due medici, Gurbir S. Grewal e Nicole Creola Kelly, in rappresentanza del comitato dei fisici per la medicina responsabile, hanno chiesto alla Security and Exchange Commission, che regola le società quotate in borsa e non solo, di investigare le affermazioni di Musk rispetto al trattamento degli animali.

Citando il post su X di Musk, la lettera sostiene che Musk abbia mentito e che "registri pubblici ottenuto dal comitato rivelano che almeno dodici scimmie, giovani e precedentemente in stato di salute, sono state sottoposte a eutanasia come diretta conseguenza dei problemi con l'impianto della società". Fra le conseguenze, che risalgono a un registro veterinario del 2021, ci sarebbero infezioni croniche, paralisi, attacchi epilettici e perdita di coordinazione ed equilibrio.

I medici si sono rivolti alla SEC perché ritengono che il post di Musk, che ha raggiunto oltre 700 mila persone secondo le statistiche pubbliche su X, violerebbe le regole della SEC che stabiliscono che nessuna persona può fornire informazioni false o fuorvianti relative alla vendita o all'acquisto di azioni e altri beni finanziari. Il riferimento, in questo caso, è agli investimenti raccolti da Neuralink, che ammontano a centinaia di milioni di dollari.

Anche per rispondere alla questione del trattamento degli animali, lo scorso maggio Neuralink ha annunciato di aver istituito un proprio comitato per l'uso degli animali nella ricerca: come previsto, per altro, da una legge statunitense (chiamata Animal Welfare Act and Regulations o AWAR) per ogni istituto, privato o pubblico, che usa gli animali nelle ricerche. Lo scopo del comitato è di assicurarsi che tutti i progetti di ricerca, in questo caso di Neuralink, aderiscano a quanto previsto dall'AWAR e qualunque altro regolamento che governi il coinvolgimento degli animali negli esperimenti.

Sempre lo scorso maggio la Food and Drug Administration, cioè l'organo che negli Stati Uniti regola il settore alimentare e quello farmaceutico, ha approvato la sperimentazione sugli esseri umani. E nei giorni scorsi Neuralink ha avviato il reclutamento delle prime persone, che saranno coinvolte in un esperimento che durerà anni: dovranno essere affette da sclerosi laterale amiotrofica o lesione della spina dorsale - e quindi non essere più capaci di movimenti autonomi - per poter essere valutate, oltre che essere maggiorenni.

Anche la sperimentazione sulle persone conduce a ulteriori riflessioni etiche sulla ricerca di Neuralink. Come può essere protetta la privacy delle persone con un dispositivo elettronico che trasmette dati e impiantato direttamente nel cervello, per esempio? Le persone che oggi scelgono di sottoporsi a questo test possono davvero fornire un consenso informato, imperativo per poter procedere con i test, considerato che oggi sappiamo ancora poco delle implicazioni? In un futuro, anche molto lontano, impianti come quello di Neuralink potrebbero creare un nuovo tipo di disuguaglianza sociale se davvero permetteranno di evolvere le capacità cognitive delle persone (probabilmente pagando molto)?

Domande che forse oggi appaiono eccessive e troppo futuristiche: il lavoro di Neuralink richiederà ancora molti anni per essere condotto, evoluto, migliorato e, a un certo punto, reso disponibile per più persone.

 

di  - 25/09/2023 07:02

Orizzonte Scuola Notizie Di Fabrizio De Angelis

Sala del Consiglio dei Ministri Palazzo Chigi Roma

Domani, lunedì 18 settembre, il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara porterà in Consiglio dei Ministri la riforma degli istituti tecnici professionali. Ecco cosa si prevede.

Prima di tutto, la proposta prevede un percorso di istruzione superiore ridotto da 5 a 4 anni, seguito da 2 anni di specializzazione presso gli Its.

In un primo momento la sperimentazione interesserà fino ad un massimo del 30% delle istituzioni scolastiche, basato su una ripartizione regionale.

Ci sarà spazio per l’alternanza scuola-lavoro già dal secondo anno, con almeno 400 ore totali.

Il progetto, inoltre, prevede l’inserimento di docenti provenienti dal mondo produttivo e professionale per potenziare l’insegnamento, come più volte evidenziato dal Ministro Valditara.

Una novità significativa è l’introduzione del “campus”, una comunità composta da scuole, centri di formazione professionale e Its Academy. Questo modello si concentrerà sulla centralità dello studente, offrendo percorsi d’istruzione personalizzati e flessibili.

Inoltre, sono previsti accordi di partenariato per la coprogettazione dell’offerta formativa e l’implementazione di percorsi specifici. L’avvio della riforma è previsto nel 2024-25.

Al momento le organizzazioni sindacali non hanno salutato la riforma Valditara in modo positivo. Tanti i dubbi e le perplessità, come abbiamo già scritto.

Nelle ultime ore Valditara ha parlato di nuovo del progetto, spiegando che si tratta di “una riforma della istruzione tecnica e professionale che collegherà scuola e mondo del lavoro, scuola e impresa. Per far diventare l’istruzione tecnica un canale di serie A. Dobbiamo portare nelle scuole, insieme con la cultura della libertà, la cultura del lavoro perché abbiamo bisogno di dare un futuro ai nostri giovani e competitività alle nostre imprese. Perchè la scuola sia sempre più motore di sviluppo dei nostri territori”.

Un lavoro che renda autonomi economicamente ma che non richieda troppa responsabilità, non provochi stress e, soprattutto, lasci spazi liberi per fare altro, al di fuori dell’attività professionale. È la sintesi del profilo dei giovani lavoratori inglesi rilanciata da Bloomberg.

 

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Rispetto alla generazione precedente, tutta votata alla ricerca di un’affermazione nel lavoro in un contesto competitivo e di affermazione individuale, la Generazione Z, ossia i giovani della fascia 18-24 anni, come riferisce la ricerca di Legacoop e Ipsos (Report FragilItalia), preferisce uno stipendio con una base fissa e una componente variabile legata ai risultati raggiunti. Un altro modo per dimostrare che questa generazione attribuisce più valore alla flessibilità di orario e alla disponibilità di tempo libero.

Sempre Bloomberg, riporta che la piattaforma di ricerca di lavoro Adzuna ha registrato un aumento dei clic sui post per posizioni come amministratori di ufficio, account manager e addetti al marketing, lavori che generalmente sono associati a maggiore flessibilità e meno stress.

La ricerca di lavori meno stressanti è quindi indice di una tendenza molto ampia definita “quiet quitting”: lavorare il giusto per mantenere il posto di lavoro, rifiutarsi di fare straordinari o di assumersi responsabilità che non rientrano strettamente nell’orario di lavoro e nelle mansioni indicate sul contratto.

 

 

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