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Spesso percepita come una minaccia per l’integrità scolastica, l’intelligenza artificiale emerge invece come un prezioso alleato nel campo dell’educazione.

 

Esempio lampante di questa tendenza è il progetto che coinvolge 54 scuole del Friuli-Venezia Giulia. L’obiettivo? Utilizzare gli algoritmi per potenziare il processo di apprendimento, similmente all’impiego dei robot smart nelle nostre case.

Un interrogativo cruciale rimane: come prevenire l’uso improprio di strumenti come ChatGPT da parte degli studenti per compiti e test? Luca Gervasutti, preside del Liceo classico Stellini di Udine e capofila del progetto, sottolinea l’importanza delle verifiche orali e la facilità con cui le prove scritte possono essere copiate. Ciò pone in luce una sfida fondamentale nell’integrazione dell’IA nell’istruzione.

L’ambizione del progetto “Costruire il futuro” non si limita a identificare chi copia, ma mira a educare studenti, docenti e dirigenti sull’uso di ChatGPT e altri assistenti cognitivi. L’approccio adottato è bottom-up, con linee guida sviluppate direttamente dagli attori scolastici, piuttosto che imposte dall’alto. Questo processo enfatizza l’uso creativo e produttivo dell’IA, che va oltre la semplice facilitazione di compiti e traduzioni.

 

Un esempio tangibile di questa innovazione è l’introduzione di un chatbot sul sito del Liceo Stellini, che ha già registrato oltre mille interazioni. Tale strumento non solo risponde alle domande degli utenti, ma consente anche di sondare il “sentimento di pancia” della comunità scolastica. Il preside evidenzia come l’IA possa anche assistere i docenti in attività quali la correzione automatica delle prove e la comunicazione con studenti e famiglie straniere.

 

https://www.orizzontescuola.it/

Hanno canali social su Instagram, YouTube, TikTok o Twitch dove pubblicano foto, video, storie, live. E guadagnano cifre importanti

 

La rapida trasformazione del panorama digitale ha portato a un cambiamento radicale nel ruolo dell’influencer tradizionale e ha dato origine a una nuova tipologia di influencer: l’influencer virtuale, un personaggio creato al computer che esiste solo in rete. Gli influencer virtuali esistono da molto tempo - la prima popstar virtuale, Kyoko Date, è nata in Giappone nel 1996 - e sono il frutto della convergenza tra diverse tecnologie e discipline, come l’intelligenza artificiale, la computer grafica, la realtà aumentata, il motion capture e il machine learning. Queste permettono di creare personaggi digitali sempre più realistici, espressivi e interattivi, in grado di generare contenuti originali e di comunicare con il pubblico. Gli influencer virtuali possono nascere da diverse fonti di ispirazione, come personaggi di videogiochi, anime, manga, fumetti, film o serie TV, oppure da modelli umani reali o immaginari.

Alcuni influencer virtuali sono creati da singoli artisti o da piccoli team, mentre altri sono il prodotto di grandi aziende o agenzie specializzate, che investono ingenti risorse per sviluppare e promuovere i loro avatar. Gli influencer virtuali hanno solitamente una propria identità, una storia, una personalità, uno stile e valori che li rendono unici e riconoscibili. Inoltre, hanno canali social, come Instagram, YouTube, TikTok o Twitch, dove pubblicano foto, video, storie, live e altri contenuti, che mostrano la loro vita quotidiana, le loro passioni, le loro opinioni e le loro collaborazioni con altri influencer, reali o virtuali. Questi sono solo alcuni esempi di influencer virtuali che stanno conquistando il mondo dei social media e della moda, vere e proprie star del web.

 

01

Lil Miquela

Lil20

Lil Miquela è la vera star delle virtual influencer, con oltre 2,7 milioni di follower su Instagram. È nata nel 2016 per opera della società di Los Angeles Brud, che si occupa di intelligenza artificiale e robotica. Ha un aspetto da ragazza californiana, i capelli neri e le lentiggini. Si definisce una cantante, una modella e un’attivista. Ha collaborato con brand come Prada, Calvin Klein, Samsung e Spotify. Ha anche pubblicato diversi singoli musicali e partecipato a campagne sociali per i diritti LGBTQ+ e il Black Lives Matter. Nel 2018 è finita anche sulla nostra copertina.

 
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Leya Love

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Leya Love è una virtual influencer creata da Cosmiq Universe, società fondata da Annika Kessel e Bruno Stettler. Leya Love ha una missione speciale: diffondere l’amore, la compassione e la consapevolezza per il benessere del pianeta e degli esseri viventi. Leya è la leader del #WorldAwarenessMovement, un movimento che incoraggia i suoi fan a connettersi con la natura, con se stessi e con gli altri. Leya è anche un’artista NFT, una co-autrice di un libro bestseller e una speaker in eventi internazionali.

 

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Liam Nikuro

Liam3Nikuro

Liam Nikuro è il primo virtual influencer maschile del Giappone, creato dalla società giapponese 1sec. Si definisce un produttore musicale, un modello e un imprenditore. Liam condivide foto dietro le quinte del suo processo di produzione musicale, così come scatti con icone popolari del basket come Rui Hachimura e i Wizards.

 

04

Imma

Imma

Imma è una virtual influencer giapponese, creata dalla società di Tokyo Aww. Ha un aspetto da ragazza kawaii, con i capelli rosa e il viso gentile. Si definisce una fashion icon e amante dell’arte e della cultura. Ha collaborato con brand come IKEA, Dior, Porsche e Nike, ed è stata selezionata tra i “New 100 Talent To Watch” dal Japan Economics Entertainment.

 

05

Shudu Gram

Shudu20

Shudu Gram è la supermodella virtuale creata dal fotografo britannico Cameron-James Wilson, fondatore di The Diigitals Agency a Weymouth. Originaria del Sud Africa, ha lavorato con CosmopolitanVogueBalmain. Ha anche fatto la sua apparizione sul red carpet del BAFTA nel 2019, grazie alla realtà aumentata. Il creatore racconta che sia stata proprio Barbie Principessa del Sudafrica, la fonte di ispirazione per il volto di Shudu, mentre gli occhi ricordano quelli di Iman, la famosa attrice e modella. Wilson ha spiegato ad Harper’s Bazaar che con Shudu non intendeva «sostituire» le donne reali, ma solo valorizzare la bellezza delle donne nere che sta ricevendo molta attenzione nel mondo della moda.

 

06

Noonoouri

Noonoouri20

Noonoouri è una virtual influencer francese, creata nel 2018 dal designer Joerg Zuber, fondatore dell’agenzia creativa Opium Effect. Ha un aspetto da bambola, con la pelle bianca, i capelli neri e gli occhi grandi. Si definisce fashionista, vegana e sostenitrice dell’ambiente; si batte per una moda sostenibile e rifiuta di indossare pellicce mentre fa innumerevoli cameo con marchi di moda di tutto il mondo. Ha collaborato con brand come Dior, Versace e Valentino. Ha anche partecipato a diverse iniziative sociali per la protezione degli animali, dei bambini e del pianeta.

 

07

Nefele

Nefele

Nefele è la prima virtual influencer italiana che ha conquistato il web con il suo stile e la sua personalità. Nata dall’idea di tre giovani torinesi, Filippo Boschero, Laura Elicona e Luca Facchinetti, Nefele si ispira alla mitologia greca e alla filosofia orientale del wabisabi, che celebra la bellezza dell’imperfezione: ha infatti la vitiligine. Nefele non è solo un personaggio digitale, ma anche una voce che si fa portavoce di temi importanti come la diversità, l’inclusione e l’empowerment femminile. Comunica con i suoi follower su Instagram, dove pubblica foto, storie e reel che mostrano la sua vita quotidiana, i suoi interessi e le sue passioni.

 

08

Lu do Magalu

Lu20Magalu

Nel vivace mondo degli influencer virtuali, c’è una personalità che non solo ha resistito alla prova del tempo, ma è diventata un’icona nel panorama digitale. Si tratta di Lu do Magalu, un’influencer virtuale 3D brasiliana e specialista digitale di #magalu, il gigante del retail brasiliano Magazine Luiza. Come recita la sua biografia, Lu do Magalu è nata su YouTube nell’agosto 2009 per promuovere iBlogTV per conto del magazine Luiza. Dal 2009 ha usato i suoi account sui social media per presentare video di unboxing, recensioni di prodotti e consigli sul software per conto dell’azienda, una delle più grandi aziende di vendita al dettaglio brasiliane. Magalu ha visto un profitto di 552 milioni di dollari nel 2019 e ha un seguito enorme, soprattutto su Facebook, cosa che la rende l’umano virtuale più visibile al mondo.

 

09

Aitana Lopez

Aitana20Lopez

Aitana Lopez è una donna che non esiste, ma che fa sognare migliaia di persone sui social network. È una modella spagnola generata dall’intelligenza artificiale, che posa in lingerie, viaggia per il mondo e racconta la sua vita fittizia. Aitana è il frutto della creatività di un’agenzia di modelle virtuali, The Clueless, il cui fondatore Rubeñ Cruz ha deciso di sfruttare le potenzialità dell’AI per creare un personaggio che potesse soddisfare le esigenze dei clienti e dei follower. Ha una personalità forte e determinata, ama i videogiochi e il fitness, e ha una chioma rosa che la rende unica. Aitana guadagna oltre 10.000 dollari al mese con le sue pubblicità e le sue foto.

 

https://www.wired.it/gallery/influencer-virtuali/

 

 

La ricerca di Nomisma individua anche i timori dei prof all’inizio del nuovo anno scolastico: i comportamenti degli alunni sono visti come il principale rischio connesso alla professione

 
05 NOVEMBRE 2023 ALLE 14:45
 
 
Sempre più ansiosi, indolenti, annoiati e aggressivi: è il ritratto preoccupante degli studenti italiani secondo un’indagine condotta da Nomisma, che segnala anche come tra i ragazzi diminuiscano sia l'attenzione in classe che l'interazione con i compagni.
 
La preoccupazione dei prof
Lo studio – che ha coinvolto insegnanti di scuola primaria, secondaria di primo e di secondo grado in tutta Italia – vuole fotografare i comportamenti degli studenti nel nuovo contesto sociale post pandemico e, allo stesso tempo, individuare le priorità e le preoccupazioni degli insegnanti all’inizio del nuovo anno scolastico. La maggioranza dei docenti vede nei comportamenti degli alunni il principale rischio connesso alla propria professione, acuito spesso dalla mancanza di risorse e supporto da parte della scuola. Il tema della sorveglianza e della supervisione degli alunni rappresenta una fonte di crescente preoccupazione.
 
Ansia e stress tra gli studenti
Secondo la maggioranza dei docenti sono drammaticamente diminuite l'attenzione in classe (per il 78% degli intervistati) e l'interazione tra gli alunni (per il 29%). Ma i dati più preoccupanti riguardano ansia e stress, rilevati in deciso aumento dall'81% dei docenti intervistati, situazioni che iniziano a manifestarsi tra gli alunni già a partire dalle elementari. Inoltre, 3 insegnanti su 4 hanno notato un aumento sia dei comportamenti aggressivi, sia di indolenza e noia tra gli alunni. Va però sottolineato come 1 docente su 2 abbia notato tra i ragazzi un maggiore rispetto delle diversità e inclusione.
 
Poca consapevolezza dei rischi del mestiere
La ricerca ha permesso di verificare la conoscenza tra gli insegnanti del tema della “culpa in vigilando”, il rischio percepito e la conoscenza delle conseguenze non solo disciplinari, ma anche civili, penali e amministrative a cui il docente va incontro in caso di omessa vigilanza. Sulla “culpa in vigilando”, un terzo dei docenti ammette una scarsa conoscenza dell'argomento, percentuale che aumenta in modo significativo tra i docenti con minore esperienza. Anche le conseguenze sono complessivamente sottovalutate (solo il 21% dei docenti è a conoscenza delle ripercussioni amministrative a cui un insegnante va incontro in caso di omessa vigilanza).

graficoai

 

Perché come si capisce immediatamente da questo grafico pubblicato su X dal commissario europeo al Mercato Interno, Thierry Breton l’AI Act è la prima legge al mondo per regolamentare l’intelligenza artificiale. Si discute dall’aprile del 2021, l’arrivo nel novembre dell’anno scorso dei foundation models alla base dei modelli di linguaggio di grandi dimensione come appunto ChatGPt e Bard ha allungato ulteriormente i tempi. Poi il negoziato fiume che ha sciolto gli ultimi nodi e dopo 36 ore si è arrivato all’accordo politico. Il testo sarà affinato dai tecnici chiamati a scrivere la versione definitiva della legge, che dovrà poi essere approvata sempre dal Parlamento e dal Consiglio europeo.

Perché è una buona notizia.

Questa legge assicura che i diritti e le libertà siano al centro dello sviluppo di questa tecnologia rivoluzionaria, garantendo un bilanciamento tra innovazione e protezione. Il principio alla base come nel caso della Gpr è quello della responsabilizzazione e dell’autovalutazione. Vuole dire che salvo eccezioni le aziende che producono Ai devono essere in grado di dimostrare che il modo in cui sono arrivati a sviluppare la tecnologia non leda i diritti fondamentali e non costituisca un rischio per le persone. Vuole dire in altri termini mantenere al centro della protezione normativa, la tutela dell’integrità e dei diritti dell’individuo. L’Ai Act adotta un approccio “basato sul rischio” per regolamentare l’Ai, concentrandosi sulle applicazioni con il maggior potenziale di danno umano. Sono considerati ad “alto rischio” quei sistemi di IA che influiscono in modo negativo sulla sicurezza o sui diritti fondamentali, come infrastrutture critiche, educazione, risorse umane e mantenimento dell’ordine. Last but not least l’AI Act stabilisce un regime di sanzioni per la non conformità, con multe significative per garantire il rispetto delle normative. Le multe possono variare fino a 35 milioni di euro o il 7% del fatturato globale per le violazioni più gravi. Per violazioni meno severe, le sanzioni possono arrivare a 7,5 milioni di euro o l’1,5% del fatturato

Le incognite?

Sono previsti 24 mesi per il pieno dispiegamento delle funzioni dell’AI Act e sei mesi per proibire gli usi vietati. In questo periodo, c’è un’opzione per la conformità volontaria attraverso l’AI Pact. Vuole dire che ci vorranno due anni prima che tutto questo diventi un sistema di regole da applicare. In questi due anni molto potrebbe accadere, l’Ai potrebbe assumere un volto diverso da quello che noi conosciamo oggi rendendo magari molte di queste regole obsolete. Tra l’altro non è ancora chiaro chi gestirà a livello locale l’Ai Act , quali autorità saranno responsabili e come funzionerà l’AI Office a Bruxelles, introducendo un nuovo livello di complessità nella regolamentazione dell’IA. Un passo però è stato fatto. Ed è un passo storico. Per tutti quanti.

 

Luca Tremolada 11 Dicembre 2023 - https://www.infodata.ilsole24ore.com

 

 

GIOVEDI 9 NOVEMBRE 2023

ore 9:30 – 10:30

Sala Pad. 5

a cura di ENAIP VENETO

 

ORIENTAMENTO: APPROCCIO E APPLICAZIONI PRATICHE PER IL TRIENNIO 23/26

  • relatore NICOLA CERON Esperto Servizio Orientamento ENAIP Veneto

Al termine della scuola sec. di II° grado, i giovani sono soddisfatti della scelta fatta qualche anno prima?

Le famiglie sono ancora un punto di riferimento per la scelta del percorso formativo dei figli?

Chi altro va ingaggiato per una meta così importante?

Diverse opportunità sono in cantiere nell'intero tessuto sociale padovano per un tempo congruo a rinnovare la cultura dell'orientamento nell'intera Comunità Educante.

 

L'incontro è rivolto principalmente a docenti e operatori di orientamento che si relazionano con giovani in fase di scelta del percorso formativo e scolastico, ma anche a genitori e famiglie

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