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Il leader ideale è il manager che possiede questi tre superpoteri: umiltà, empatia e competenza. Vediamo insieme perché questi sono così importanti

Dopo molti anni di studi e pratica manageriale, posso dire che il leader ideale è il manager che possiede questi tre superpoteri: umiltà, empatia e competenza. Mentre è possibile lavorare sulla competenza anche in età avanzata, gli altri due devono essere coltivati fin da piccoli, altrimenti temo che sia troppo tardi. Vediamo insieme perché questi superpoteri sono così importanti.

Umiltà, empatia e competenza
L’umiltà è essenziale per accrescere la propria complessità imparando dagli altri, senza che ciò minacci la propria autostima. “Accrescere la propria complessità” significa aumentare la capacità di gestire situazioni, problemi e informazioni complesse, come ad esempio: sviluppo delle competenze, pensiero critico e creativo, adattabilità, comprensione delle dinamiche sociali, e gestione delle emozioni. L’umiltà ci permette di abbassare il “ponte levatoio” del nostro fortino egoriferito, consentendo ai feedback dei nostri interlocutori di entrare nella nostra mente, come in una sorta di inception, al fine di migliorarci su tutte le altre competenze, necessarie per poter condurre un team.

Ma essere umili senza essere competenti non dona alle persone quella necessaria autorevolezza per farsi ascoltare, perché esiste un tacito e implicito rispetto, oserei dire tribale, tra le persone che si riconoscono competenti tra di loro, qualsiasi sia il dominio di riferimento. Questo rispetto si basa sulla reciproca valorizzazione delle capacità e conoscenze altrui, creando fiducia e stima professionale, senza la quale, ovviamente, non si lavora bene insieme.

Infine, l’umiltà e la competenza non bastano, perché, come direbbe il filosofo e sociologo Edgar Morin, le persone sono sistemi complessi e, come tali, vanno gestite. Per poter intercettare le fisiologiche tensioni all’interno di un gruppo o per capire le difficoltà personali che una o più persone potrebbero attraversare in un determinato momento della propria vita, serve anche (e soprattutto) il superpotere dell’empatia.

L’empatia aiuta le persone ad essere sé stesse, senza preoccuparsi di dover mascherare le proprie emozioni, facilitando così una comunicazione che va ben oltre il verbale. “Read the room” è un’espressione anglosassone che si riferisce alla capacità di comprendere e percepire l’atmosfera e gli umori delle persone presenti in una determinata situazione, per adeguare di conseguenza il proprio comportamento. È probabilmente un altro modo per definire l’intelligenza emotiva, che è ormai considerata da molti la più importante delle intelligenze, soprattutto se si ha l’onere di dover gestire un team.

Il paradosso del leader che ha questi superpoteri
Generalmente, chi è fortemente umile e ha la necessaria competenza per “sapere di non sapere”, non si sente in grado di gestire un team, non si ritiene all’altezza e tende a evitare di assumersi tali responsabilità. Questo aspetto paradossale, tuttavia, può trasformarsi in uno strumento utile per individuare i leader adatti allo scopo: quelli che si nascondono, magari nella loro introversione, e quelli che si rifiutano, sono spesso le persone giuste da promuovere a leader. Questo ci permette, tra l’altro, di seguire il consiglio di Platone di non dare il potere a chi lo desidera, per non correre il rischio che lo usi per scopi personali.

Execution garantita
Ho potuto verificare di persona che i leader che incarnano queste qualità riescono a garantire un’esecuzione impeccabile anche per i compiti più sfidanti, mantenendo alto il morale del team e permettendo a tutti di rimanere nel flusso. Si respira un clima sereno e piacevole anche durante fasi particolarmente intense e faticose, quando viene richiesto, magari all’improvviso, di fare tanto in poco tempo. Un team così gestito riesce a essere dieci volte più produttivo rispetto a tutti gli altri team che non beneficiano di questi tre superpoteri.

Leader to leader
Un altro aspetto positivo di una leadership basata su questi tre superpoteri è la capacità virale di generare nuovi leader, non semplici follower. Questo avviene perché umiltà, competenza ed empatia formano altre persone con le stesse caratteristiche, non per imposizione aziendale o per la ricompensa di un MBO, ma perché tutti vogliono lavorare in ambienti estremamente piacevoli, in cui le persone, sentendosi profondamente a proprio agio, possono aumentare la propria complessità e sentirsi realmente realizzate.

Il dubbio
Rimane però un dubbio. Se un’organizzazione, per poter funzionare bene, ha bisogno di eroi con questi superpoteri, non è che, per caso, è l’organizzazione stessa a essere disfunzionale? Non è che richiediamo la presenza di persone così eccezionali perché è il sistema operativo in cui si muovono a essere sbagliato? Insomma, parafrasando il Galileo di Bertolt Brecht (mi perdoni per questo), mi verrebbe da dire: “Beata l’organizzazione che non ha bisogno di leader”.

* Dirigente aziendale

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Grazie al progetto END GBV in VET – End Gender-Based Violence in VET, di cui ENAIP NET è partner, tra aprile e maggio 2024 abbiamo potuto implementare un pacchetto di formazione sul fenomeno della violenza di genere nelle nostre scuole: prima sono stati formati i nostri insegnanti, successivamente gli studenti, e sono stati organizzati anche due incontri rivolti a genitori, famiglie e comunità educante. Oltre ad analizzare la struttura del fenomeno, come combatterlo e come prevenirlo, ci siamo concentrati sulla promozione di un ambiente di apprendimento sicuro e positivo nell'ambito dell'istruzione e della formazione professionale. Nello stesso periodo la stessa formazione è stata svolta in centri di IeFP in Austria, Grecia, Lussemburgo, Slovacchia e Spagna. Gli incontri di formazione hanno fornito ai partecipanti le conoscenze e gli strumenti per affrontare efficacemente il problema della violenza di genere all'interno della comunità dell’IeFP, nonché le linee guida su come agire in queste circostanze.

Dopo questi preziosi interventi formativi nelle scuole, siamo entusiasti di condividere il feedback dei partecipanti.

"Abbiamo imparato qualcosa di nuovo e vogliamo continuare a studiare questi argomenti perché ci fanno bene", ha dichiarato un giovane studente austriaco.

"La spiegazione delle identità di genere e i tipi di violenza" sono stati citati da un altro studente come gli argomenti più interessanti del corso.

La maggior parte degli studenti ha apprezzato anche le attività interattive utilizzate, come il quiz sulle "donne che hanno fatto la differenza", i giochi di ruolo e i dibattiti di gruppo.

Dopo il completamento della formazione online, daremo agli studenti la possibilità di usufruire anche di altre attività previste dal progetto: lo sportello antiviolenza di primo ascolto e il portale di supporto e informazione online.

Oltre agli studenti, anche i genitori che hanno partecipato alla formazione hanno dichiarato che l'argomento è molto importante e vorrebbero approfondirlo perché non ne conoscevano molti aspetti. Secondo un genitore slovacco, "le informazioni sui nostri figli e sui loro problemi, e gli spunti su come parlare loro della violenza" sono stati tra gli aspetti migliori della formazione. Questo genitore condivide anche l'opinione di altri genitori secondo cui di Violenza di Genere si parla troppo poco in pubblico. Per questo motivo, hanno ritenuto particolarmente importante riconoscere i segnali della violenza e discriminazione, perché molti non sono così evidenti, soprattutto quando si tratta di identificarli all'interno della famiglia o tra amici. "È interessante sapere cosa possiamo fare dalla nostra posizione", ha dichiarato un genitore austriaco. "Mi è piaciuto poter condividere tutto nel gruppo", ha detto un altro.

Non meno significativo è il fatto che molti educatori da tutti i Paesi partecipanti abbia dichiarato di aver apprezzato molto le tecniche interattive utilizzate dagli esperti durante le sessioni. "L'impegno di tutti i partecipanti e la volontà di imparare di più per poter affrontare meglio le domande, i dubbi e le denunce che possono provenire dai nostri studenti" sono stati tra gli aspetti più importanti secondo un insegnante slovacco, mentre "la sensibilità con cui è stato affrontato l'argomento e l'empatia creata dagli insegnanti" sono stati tra gli aspetti migliori della formazione, secondo un altro insegnante italiano.

Grazie a questo e a molti altri feedback, è chiaro che questi corsi hanno un impatto sui partecipanti dopo che vi hanno preso parte e che raggiungono i risultati attesi. Promuovendo la consapevolezza, l'empatia e l'intervento proattivo, contribuiamo non solo alla sicurezza e al benessere degli individui, ma anche alla creazione di una società più giusta. Continuando a investire in questi corsi di formazione e nella loro diffusione, compiamo passi significativi verso la creazione di ambienti in cui tutti gli individui possano vivere liberi dal flagello della violenza, lottando per un futuro definito da uguaglianza, rispetto e dignità per tutti.

Prossimi step…

  • Lo sviluppo della piattaforma di e-learning a disposizione della comunità europea VET e non solo.
  • La creazione di un ufficio di supporto antiviolenza, con un collegamento diretto per la segnalazione di comportamenti sospetti e la possibilità per gli studenti di avere gli strumenti necessari per denunciare episodi di violenza, ricevere formazione e informazioni, entrare in contatto con figure di riferimento, parlare.
  • Conferenza finale a Bruxelles, Belgio: 17 luglio 2024
  • Seguite il sito web di progetto endgbv-in-vet.eu e le pagine social per ulteriori aggiornamenti!

Unisciti alla nostra missione per creare un futuro senza Violenza di Genere

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Sul profilo Instagram di Kaia Gerber, insieme a foto di sfilate, servizi fotografici e qualche photo dump, si alternano immagini di persone che leggono: persone cool, da sua madre Cindy Crawford a Winona Ryder fino ad Anna Karina. Sono i post dedicati al bookclub che la modella ventiduenne ha lanciato da poco perché «I libri sono sempre stati il ​​grande amore della mia vita». Leggere non è mai stato così alla moda: i bookclub stanno spopolando, Timothée Chalamet ha dichiarato che Delitto e castigo è uno dei i suoi libri preferiti, Kendall Jenner legge in spiaggia Joan Didion e Jacob Elordi è stato fotografato con una copia di Prima Facie di Suzie Miller. Alla Gen Z piace leggere, piace fotografarsi mentre legge, piace parlare di libri e preferisce di gran lunga le copie cartacee agli e-book.

Ogni tanto su Instagram qualcuno fa la recensione di un libro di cui ha solo la copia digitale su tablet e si scusa con chi sta guardando: senza il libro da sfogliare non è la stessa cosa, non vedi quanto è lungo né i segni del tempo e la copertina a colori. Su TikTok, invece, non succede mai. È una questione estetica (nessuno posta una foto mentre legge da un tablet), ma non solo. Ai più giovani piacciono i libri in quanto oggetti da tenere in mano, da impilare (subito dopo i book haul) e annusare. Amano tutta l'estetica legata alla letteratura e all'idea stessa di passare il pomeriggio con una tazza di tè e delle pagine da sfogliare e sottolineare. Sul BookTok si trovano i "tour delle annotazioni" dove i ragazzi mostrano i volumi appena letti pieni di post-it, sottolineature e frasi a margine; esistono anche video dove spiegano come organizzano le loro annotazioni (tra nuance di colori e penne di diverso tipo) che diventano anche metro per capire quanto un libro gli è piaciuto: più è ricco di post-it più è da consigliare.

Come spiega il Guardian, l’anno scorso nel Regno Unito sono stati venduti 669 milioni di libri cartacei, il numero più alto mai registrato e una ricerca di Nielsen BookData mostra che i libri stampati sono i preferiti dalla Generazione Z, rappresentando l’80% degli acquisti da novembre 2021 al 2022. Anche le biblioteche stanno segnalando un aumento degli utenti della generazione Z che le stanno riscoprendo per rifugiarsi nella lettura senza essere disturbati: nel Regno Unito le visite di persona sono aumentate del 71%.

La Gen Z ha riscoperto l'amore per i libri a tutto tondo e chi pensava fosse solo una moda passeggera che avremmo potuto sottovalutare si sbagliava. Per i più giovani i libri sono molto più che semplice contenuto, sono emozione e sono ricordi da condividere, sono un'esperienza sensoriale che inizia in libreria girovagando tra le nuove uscite, continua sul divano con una matita o nei gruppi di lettura e finisce su una mensola di casa dove conservare in bella vista i volumi da consigliare.

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Turismo dei diplomi e niente cucine negli alberghieri: le verifiche fatte da ministero e Finanza. Valditara: “Dal prossimo anno norme più severe”

Alcune scuole paritarie di Palermo, Agrigento e Napoli proponevano il conseguimento del diploma in un anno, seguendo esclusivamente corsi online al costo di 6 o 8mila euro. Altre il recupero di quattro anni in soli cinque mesi «senza obbligo di frequenza, direttamente da casa». Diversi studenti saltavano direttamente dal primo anno agli esami di maturità. Ciò che contava era pagare profumatamente: «8mila euro in comode rate». Così si otteneva il diploma: in brevissimo tempo, senza controlli su frequenza o qualità dell'apprendimento, solo pagando. Il caso diplomifici è esploso a seguito di un rapporto dettagliato chiesto dal ministero dell’Istruzione alle Regioni Sicilia, Campania e Lazio su presunte irregolarità in 70 scuole paritarie di secondo grado. Il ministero ha inviato i propri ispettori in queste tre Regioni, adesso per 47 delle 70 scuole ispezionate le direzioni scolastiche regionali hanno già avviato le procedure per la revoca della parità.

Le fabbriche di diplomi
Dalle verifiche di Repubblica la maturità si può conseguire in un anno in diverse scuole private e con una cifra che oscilla fra i 4 e gli 8mila euro. Il giro d'affari nazionale del mercato dei diplomi è di almeno 50 milioni di euro l’anno. Le scuole finora hanno operato alla luce del sole. Perché? Da un lato pochi controlli, dall'altro le attuali leggi nazionali non impongono un limite al "salto" degli iscritti. Neppure dal primo al quinto anno: non c'è nulla di ufficiale quindi ciò ha consentito alle paritarie di promuovere i loro pacchetti "all inclusive".

Tutte le irregolarità
Tra le irregolarità più gravi emerse dalle ispezioni vi è l'attivazione di più classi quinte collaterali. Tradotto: risultano centinaia di studenti iscritti al quinto anno e da zero a poche decine nelle classi precedenti. Da dove provengono questi studenti se al secondo, terzo o quarto anno non c'erano? «Abbiamo constatato sia in Sicilia che in Campania questo salto anomalo - dice il professore Sergio Govi di "Tuttoscuola" - in Campania c'erano addirittura centinaia di iscritti che venivano dalla Svizzera». La creazione di classi quinte ad hoc solo per affrontare la maturità è fra le principali irregolarità rilevate dagli ispettori. Nelle quinte inoltre risultano iscritti studenti residenti fuori regione (fino al 90%) dei quali non è dichiarato il domicilio vicino alla scuola ai fini di una regolare frequenza scolastica: le lezioni si svolgevano tutte online. Fra le attività sospette infatti c'è anche il mancato rispetto dell'obbligo di frequenza di almeno tre quarti del monte ore annuo di lezioni. Le altre irregolarità riguardano personale docente privo di abilitazione e del titolo di accesso per l'insegnamento delle discipline, difformità delle ore di servizio indicate nei contratti individuali di lavoro rispetto alle prestazioni lavorative risultanti dai documenti di assegnazione alle classi, grave inosservanza delle disposizioni vigenti in materia di esami di idoneità ed esami integrativi; lacune e incongruenze nella tenuta dei registri cartacei ed elettronici che minano la veridicità di quanto attestato. E ancora: numero di aule insufficienti per accogliere tutte le classi attivate e/o arredi insufficienti in relazione agli studenti iscritti, mancato rispetto dei quadri orari delle discipline degli indirizzi di studio e in alcuni casi eliminazione totale di alcune discipline, mancanza dei laboratori, dell'azienda agraria nel percorso tecnico agrario, delle cucine e delle derrate alimentari nei percorsi enogastronomici; assenza del curricolo di educazione civica.

Il piano anti diplomifici
Il 23 aprile il ministro dell'Istruzione, Giuseppe Valditara, aveva anticipato a Repubblica i particolari della stretta sulle scuole private. «È la prima volta in assoluto che si interviene con le norme sul tema dei diplomifici - ha detto - Con le nuove norme non si potranno più fare né tre anni né quattro anni in uno, tantomeno prendere il diploma in un anno». Il piano, già approvato dal Consiglio dei ministri, prevede il recupero massimo di due anni in uno e la presenza di un commissario esterno per l’esame di idoneità. Il disegno di legge deve ancora passare da Camera e Senato. Finché le misure annunciate non diverranno legge le altre modalità sono di fatto tollerate e gli esami di idoneità si svolgono senza alcun membro esterno. «Oltre ad avere mandato gli ispettori ministeriali nelle tre regioni dove il fenomeno è più rilevante - prosegue Valditara - abbiamo siglato un protocollo con la Guardia di finanza per segnalare immediatamente tutte quelle situazioni che riteniamo borderline dal punto di vista penale».

Le tattiche degli istituti
Da un istituto di Catania proponevano «dieci ore di lezione online a settimana». In una scuola di Palermo, zona centro, alla cronista che si è finta interessata a iscrivere la figlia assicuravano: «Se riesce a ritirare sua figlia dalla scuola pubblica adesso, possiamo farle fare già quest'anno due anni insieme». E continuavano: «Le facciamo studiare una tesina e problemi non ne ha, ad agosto fa l'esame». Un istituto di Napoli era ancora più specifico: «Facciamo studiare una tesina con argomenti prestabiliti e i professori interni aiutano gli studenti - la promessa - il tutto costa 2.700 euro per il recupero di 4 anni in cinque mesi e 2.900 euro per l'iscrizione al quinto». Totale: 5.600 euro per un diploma. Un altro istituto ha sede legale in Campania e propone iscrizioni anche a Palermo e Agrigento. Le lezioni sono tutte online mentre i siciliani devono recarsi in sede solo per l'esame di idoneità. Il motivo? «Ci sono i nostri docenti e danno una mano». Ecco spiegato perché le iscrizioni in un anno (specialmente direttamente alla quinta classe) si sono concentrate negli istituti paritari di sole tre Regioni: Campania, Lazio e Sicilia.

Il turismo dei diplomi
I biglietti di andata di questo "turismo da diploma" sino a ora hanno avuto come destinazione finale perlopiù il Sud, record per la Campania dove i maturandi delle scuole paritarie hanno rappresentato il 30% del totale, meno del 7% nel resto d'Italia. Cifra che ha superato il 40% solo nella provincia di Salerno, dove invece al quarto superiore gli studenti in questi istituti rappresentano il 5% del totale per lo stesso anno, come risulta dall'analisi di Tuttoscuola. In controtendenza rispetto al dato generale, il numero dei maturandi nelle paritarie l'anno scorso è aumentato di 2.698 unità, superando i 56mila. Secondo il portale saranno almeno 10mila i candidati che si sposteranno quest'anno. In totale, comunque, tra istituti statali e privati, saranno 526.317 gli studenti che mercoledì, alle 8.30, affronteranno la prima prova uguale per tutti: il tema d'italiano.

 

di Giada Lo Porto

https://www.repubblica.it/cronaca/2024/06/18/news/aule_senza_studenti_e_prof_senza_titoli_blitz_nei_diplomifici_47_istituti_verso_la_revoca_dello_status_di_paritarie-423248579/

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Un nuovo esame del sangue che utilizza l’intelligenza artificiale potrebbe essere in grado di prevedere la malattia di Parkinson sette anni prima della comparsa dei sintomi nei pazienti

In futuro potrebbe bastare un semplice test del sangue per diagnosticare il Parkinson, malattia neurodegenerativa che colpisce circa dieci milioni di persone in tutto il mondo, per lo più anziani. Al momento sono due gli studi che hanno individuato nel sangue le spie di malattie come il Parkinson, in grado di manifestarsi già anni prima della comparsa dei sintomi.

Lo studio sulla diagnosi della malattia di Parkinson
Lo studio sulla diagnosi della malattia di Parkinson, pubblicato sulla rivista Nature Communications, è guidato da University College London e Centro Medico Universitario di Goettingen, in Germania. I ricercatori hanno messo a punto un test del sangue che, con l'aiuto dell'Intelligenza Artificiale, riesce a individuare otto marcatori tipici della malattia di Parkinson anche con sette anni di anticipo rispetto alla comparsa dei primi sintomi. Lo strumento si è rivelato in grado di diagnosticare il disturbo con un'accuratezza del 100 per cento, mentre la sua capacità di prevedere la malattia è stata testata su 72 persone, monitorate nei 10 anni successivi: il test basato sull'Ia ha indicato un rischio elevato per il 79 per cento degli individui e le sue previsioni si sono finora rivelate esatte.

Nonostante il test non possa ancora essere impiegato nella pratica medica, l'approccio apre la strada a diagnosi precise e precoci, che permetterebbero, a loro volta, la somministrazione delle terapie più efficaci e di una prevenzione utile a rallentare la progressione della malattia.

 

Di Euronews - 19/06/2024

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