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Il Nobel per l'Economia che ha previsto la bolla di Internet e dei subprime dedica il suo ultimo libro a mercati ed "eventi virali". Spiegando che il contagio sulle Borse dipende anche da come investitori e risparmiatori reagiscono a situazioni impreviste. Dalla crisi del '29 a Lehman. E oggi...
La diffusione del Coronavirus e il suo effetto su Wall Street sottolineano l'importanza di quelli che si chiamano "eventi virali" per l'economia - spiega il Nobel per l'Economia Robert Shiller - Non sappiamo quanto grave sia questa epidemia, ma la gente teme il peggio. È un perfetto esempio di come un evento esogeno possa causare un rallentamento dell' attività economica e un ribasso di Wall Street".

Dall'università di Yale, negli Stati Uniti alle prese anche loro con l'emergenza sanitaria del Covid-19, dove insegna, Shiller parla con L'Economia del suo nuovo libro, Economia e narrazzioni, che ha un sottotitolo quanto mai attuale: "Come le storie diventano virali e trascinano importanti eventi economici".

Il volume uscirà in Italia ad aprile. Del resto sembra essere una specialità di Shiller anticipare tendenze: con il bestseller Esuberanza irrazionale aveva suonato l'allarme sulla bolla di Internet prima dello  scoppio, nel 2000. Poi, in una successiva edizione dello stesso libro, nel 2005 aveva individuato la nascente bolla del mercato immobiliare, scoppiata con puntualità nel 2008.

Ora punta il faro sulla forza delle narrazioni, proponendo una nuova frontiera per l'economia comportamentale, disciplina di cui Shiller è pioniere e che combina l'analisi economica con quella psicologica e dei comportamenti.

Che cosa intende per narrazioni?

"intendo la capacità di raccontare storie e usarle per interpretare eventi, lanciando messaggi e fornendo una "morale". Così le storie possono diventare virali, contagiose, con effetti concreti sull'economia. Nel mio nuovo libro spiego che non siamo molto bravi a capire le fluttuazioni dell'economia legati ai cambiamenti di umore della gente. Oggi, con le comunicazioni digitali, i social media e il potere degli algoritmi potremmo capirle meglio. Propongo di lanciare un progetto su questo, iniziando a raccogliere dati per analizzarli.

Può darci qualche esempio di "storie virali"?

"La grande depressione iniziata nel '29 negli Usa è stata il frutto anche della perdita di fiducia da parte degli Americani. Come disse il presidente Franklin Roosvelt nel 1933: "L'unica cosa di cui dobbiamo avere paura è la paura stessa". La crisi scoppiata nel 2008-2009 è stata rinominata Grande Recessione, con un richiamo agli anni 30.

Anche i massimi raggiunti da Wall Street lo scorso febbraio erano spinti da una certa "narrazione"?

"Si quella secondo cui dietro l'economia forte c'è l'uomo forte, Trump. E' vero che l'economia USA è cresciuta in modo costante nel 2009, ma l'attuale presidente non ha avuto un grande impatto su questa tendenza. Però lui sa ascoltare la gente ed è un formidabile oratore, capace di eccitare gli "spiriti animali". Basta vedere i suoi rally all'insegna dello slogan Maga, Make America Great Again, chi partecipa è animato da un esuberanza irrazionale, che non viene scossa nemmeno dall'espandersi di un emergenza come il coronavirus.

"E fuori dall'America"?

"L'Italia e in generale l'Europa sono protagoniste della più grande narrazione: sono la culla della civilizzazione moderna, della scienza e della letteratura. Sono stato all'ultimo World economic forum di Davos, lo scorso gennaio, e ho visto molto interesse sull'Europa"

Ma....

Oggi la vostra "narrazione" appare vecchia, ha bisogno di essere rinfrescata, deve tornare a ispirare. Prendiamo il caso dell'Italia. Da sempre è famosa per il suo cibo, il suo vino, la sua arte, eppure non attrae perchè non offre qualcosa che sembri veramente nuovo.

Avete bisogno migliori pubbliche relazioni, di farvi pubblicità con spot memorabili".

Ad esempio?

"Spot come quelli degli Stati Uniti vengono trasmessi in tv durante la finale di football, il Super Bowl"

 

a cura di Maria Teresa Cometto - Corriere della Sera