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Una rivoluzione in pochi anni: non chiuderanno anche perchè la sfiducia nelle grandi piattaforme web è sostanziale e i "teens" li apprezzano più dei millenial. Ma saranno sempre più I- tech e diversi da oggi.

negozi online"Chiudere i negozi la domenica? è come voler fermare l'acqua con le mani". Emanuele Savona responsabile italiano A.T. Kearney società globale leader nella consulenza strategica, commenta cosi la proposta di voler mettere i paletti al decreto Monti, che nel 2011 liberalizzò le aperture dei negozi. 

Secondo Savona quello delle aperture domenicali è l'ultimo dei problemi. Nel commercio è in atto una rivoluzione e non è solo il web a far paura.

Arriva il mobot

I negozi resisteranno, solo che non assomiglieranno più a quelli di oggi. Nelle dimensioni più grandi. Luoghi dove si potrà scegliere la merce su di un touch screen. 

In un paesino toscano è ufficialmente entrato in servizio il Mobot, con un carrello comandato tramite un applicazione direttamente dallo smartphone. Non è detto poi che ci saranno i cassieri basterà entrare con una card per entrare, scegliere, pagare ed uscire.

Amazon lo sta già facendo a San Francisco e in Texas. E più che vetrinisti, i nuovi operatori del commercio dovranno essere capaci di maneggiare le tecnologie, con cui sarà più facile capire cosa desidera chi entra.

Emanuele Savona che viene dal commercio e che di questo si occupa da anni (ma da dietro le quinte), ci ha accompagnato nella lettura dei dati dell'ultimo Osservatorio sul trade 2019, che viene stilato ogni anno da A.T. Kearney.

Uno studio che analizza in profondità dove sta andando il settore. La prima certezza è che moriranno i "modelli puri" di negozio.

Non ci sarà più quindi, il negozio tradizionale da una parte e la vetrina web dall'altra, ma si andrà verso una "contaminazione". Parola che costituise l'ancora di salvezza per i negozi intesi ancora come luogo fisico.

L'online dunque non li distruggerà anche perchè i grnadi magazzini, i mall, piacciono ancora ai Millenials e giovani.

Citando un pò di dati:

il 90% degli acquisti avviene ancora in luoghi fisici e il 71% dei consumatori mondiali esprime ancora la preferenza di acquisto negli store non virtuali.

Solo il 30-40% delle vendite si trasferirà sul web.

Vediamo una panoramica mondiale:

- STATI UNITI 

Grandi Catene 55%

Piccoli Negozi 14%

-FRANCIA

Grandi Catene 56%

Piccoli Negozi 22%

-GERMANIA

Grandi Catene 52%

Piccoli Negozi 17%

-REGNO UNITO

Grandi Catene 57%

Piccoli Negozi 17%

-GIAPPONE

Grandi Catene 55%

Piccoli Negozi 53%

-INDIA

Grandi Catene 25%

Piccoli Negozi 28%

CINA

Grandi Catene 12%

Piccoli Negozi 31%

 

a cura di Barbara Ardù - la Repubblica