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Aumenta il divario tra ricchi e poveri e si fa avanti la convinzione che le diseguaglianze vadano combattute partendo dal mondo della produzione

La grande crisi del 2008 ha portato con se una forte attenzione alle diseguaglianze e si diffonde l'idea che per trovare un nuovo assetto più equo e sostenibile si necessario puntare sull'innovazione sociale. Secondo il World Inequality Database l'1 % della popolazione mondiale dispone del 20% del reddito. Poichè maggiore è il reddito prodotto, maggiore è la capacità di risparmio, non stupisce che l'1% della popolazione possieda il 45% delle ricchezze disponibili.

disparità

Contrariamente al passato, quando questi dati aggregati riflettevano differenze strutturali  legate al livello di sviluppo del paese, l'occidente ed in particolare gli Stiti Uniti hanno contribuito in maniera determinante all'ampliamento delle disparità. Focalizzando l'attenzione sull'Italia, secondo i dati ISTAT nel 2008 il 4,6% delle famiglie residenti, pari al 4,9% degli individui erano in povertà assoluta. Nel 2018 questi valori sono saliti al 7% e all'8,4%. A livello globale, il modello di impresa fortemente orientata alla massimizzazione del reddito e all'ncremento del valore per gli azionisti è quindi diventato il principale imputato, non solo da parte di chi lo ha sempre criticato, ma anche da chi lo ha sempre praticato.

Nel mondo delle imprese sono emerse richiami alla neccessità di riconsiderare non tanto la produzione di nuova ricchezza, quanto la sua distribuzione durante e dopo la sua creazione. Il movimento delle B- Corporation nasce come spinta dal basso con un meccanismo di adesione volontaria da parte degli aderenti. All'interno dell'ultimo decennio Ronald Cohen ha spostato l'attenzione sul mondo della finanza con il concetto dell'Impact Investing.

L'idea è semplice, ma rivoluzionaria che combina 3 elementi. Il primo è riconoscere il ruolo centrale dei capitali privati per affrontare le grandi  sfide dell'umanità. Il secondo è che esse possono e devono essere affrontate non come un costo, ma come un investimento in grado di produrre ritorni concreti e misurabili. Il 3 è che questi ritorni possono essere distribuiti  in modi più equi senza ridurre  l'attrattività dell'investimento.

Le realtà coinvolte sono in costante crescita. Il CEO di Black Rock Larry Fink, nella lettera di fine anno alle imprese partecipate ha richiamato tutti a dimostrare concretamente come la crescita dei profitti si accompagni all'impatto sociale. Ciò non è passato innosservato sia per la rilevanza di oltre 1700 miliardi di dollari investiti di Black Rock, sia perchè è stata la prima volta che un colosso della finanza globale si è espresso in maniera cosi netta a favore di un ripensamento di cosa vuol dire creare un valore per la collettività.

In Italia, con l'esperienza pionieristica nel mondo del del credito Banca Etica ha aperto la strada all'impegno di altri istituti bancari. 

La tradizione radicata del cosidetto terzo settore  nelle sue diverse forme e connotazioni ha favorito lo sviluppo di un assetto legislativo unico e innovativo. La strada è certamente ancora lunga e non sappiamo ancora cosa si intenda per innovazione sociale, perchè i modi per portarne avanti le istanze di cambiamento a cui si riferisce sono tanti e devono poter convivere.

Ci sono due aspetti che li accomunano e devono essere tenuti assieme per non perdere l'obbiettivo, per diminuire le diseguaglianze bisogna oltre che ridistribuire aumentare il coinvolgimento di tutti. Secondo punto l'impatto di qualsiasi azione si misura non solo alla fine del processo, ma anche nelle sue fasi intermedie che sono momenti cruciali per rendere maggiormente equa la distribuzione dei risultati complessivi.

 

a cura di Maurizio Sbrero - Affari e Finanza