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team work 1514060557lyBIntesa di Manageritalia con la Regione sulla formazione per far crescere e plasmare giovani adatti a ricoprire il ruolo

Per fare il manager non è necessiare la laurea, ma è suffucente un diploma: l'importante avere testa e voglia di lavorare. 

È il pensiero degli oltre 50 manager veneti che si sono dati appuntamento a Mestre per il precongresso di Manageritalia Veneto, discutendo della trasformazione del lavoro, legata a scuola e università. L'assemblea riconosce come punto di partenza il protocollo d'intesa firmato venerdi insieme alla Regione, con l'obbiettivo di diffondere la cultura e le competenze manageriali tra i giovani. Da qui le proposte nate ieri mattina dai tavoli di lavoro, che saranno trasmesse al congrsso nazionale. Tutte orientate verso un'unica direzione: il coinvolgimento dei ragazzi in età scolare, fin dalle scuole medie, nella costruzione di un "ponte" con il mondo del lavoro. E il loro inserimento nel mondo "metrascolare" tramite una mediazione in grado di conciliare ambito scolastico e lavorativo. È un obbiettivo che muove da assiomi teorici che trovano concretizzazione nei numeri. In Veneto, nel 2018, il tasso di disoccupazione dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni era pari al 21%. L'altra faccia della medaglia dell'aumento dell'età pensionabile, con la percentuale di lavoratori tra i 55 e i 64 anni schizzata dal 32,1% del 2008 al 55,6 % del 2018. 

I soliti contratti in aumento sono quelli a tempo determinato (17 %) e i part time involotari (16% %per le donne e 4% per gli uomini). 

Aumentano anche i lavoratori che possiedono un titolo di studio superiore a quello che sarebbe stato sufficiente per la propria mansione, il 24,4%.

Nel 2019 si può notare che il titolo più richiesto è il diploma, seguito dalla qualifica o diploma professionale e dalla scuola dell'obbligo per il 20%.

Un ultimo dato riguarda la scarsa appetibilità del mercato italiano in generale, veneto in particolare, per i neolaureati più brillanti.

Lo rivela la docente padovana Martina Giannecchini, nell'osservare le traiettorie dei suoi studenti quasi sempre indirizzati verso Lombardia e Emilia Romagna.