Accesso diretto agli ITS e maturità per i diplomati IeFP
Il nuovo modello 4+2, che integra il percorso quadriennale con l’alta formazione tecnologica, rappresenta un’importante opportunità per rafforzare l’istruzione tecnico-professionale e rispondere in modo più efficace alle esigenze dei territori e delle imprese.
Il cuore della riforma non è semplicemente la riduzione della durata degli studi, ma la costruzione di un percorso più coerente tra formazione secondaria e formazione tecnologica post-diploma.
Per molti anni il sistema italiano ha sofferto una scarsa integrazione tra questi due livelli. Il risultato è stato spesso un percorso frammentato, con passaggi poco fluidi tra scuola e specializzazione tecnica.
Il modello 4+2 punta invece a costruire una filiera più chiara e continua: quattro anni di formazione tecnica seguiti da due anni di alta specializzazione negli ITS Academy, realtà che negli ultimi anni hanno dimostrato una forte capacità di inserimento occupazionale dei diplomati.
Per territori ad alta vocazione manifatturiera come il Veneto, rafforzare il collegamento tra scuola, innovazione tecnologica e sistema produttivo rappresenta una scelta strategica.
Novità importanti per la formazione professionale
Importanti conferme arrivano anche dal Ministro Giuseppe Valditara, che ha ribadito ai rappresentanti degli enti di formazione alcune novità rilevanti per i percorsi di IeFP:
- accesso diretto agli ITS Academy per i diplomati IeFP
- possibilità per gli studenti che completano il quarto anno IeFP di accedere all’esame di maturità, a condizione di aver sostenuto le prove INVALSI
Si tratta di un passaggio significativo perché rafforza la continuità tra formazione professionale, istruzione terziaria e mondo del lavoro.
Rispondere al mismatch in modo strutturato
La carenza di tecnici qualificati non è uno slogan, ma una realtà che incide sulla competitività delle imprese e sulle prospettive occupazionali dei giovani.
La nuova filiera 4+2 nasce proprio per affrontare questo disallineamento in modo strutturale, con tre obiettivi principali:
- anticipare l’ingresso nei percorsi di specializzazione
- rendere più fluido il passaggio verso l’alta formazione tecnica
- rafforzare l’occupabilità attraverso percorsi più integrati
In questo contesto, il nuovo modello può contribuire a rendere più efficace il collegamento tra istruzione e lavoro, valorizzando la formazione tecnica e rafforzando il dialogo con il sistema produttivo.
Il punto, infatti, non è “fare prima”, ma costruire percorsi formativi più mirati e coerenti con le competenze richieste dall’economia contemporanea.
Cambiare la percezione della formazione tecnica
Uno dei problemi più profondi del sistema scolastico italiano riguarda la percezione dei percorsi tecnici e professionali. Per lungo tempo il liceo è stato considerato la scelta “naturale”, mentre gli altri indirizzi sono stati spesso percepiti come opzioni secondarie.Una filiera tecnico-tecnologica più chiara e riconoscibile può contribuire a cambiare questa narrazione.
Collegare esplicitamente il percorso scolastico alle opportunità di specializzazione e alle prospettive professionali può aiutare studenti e famiglie a comprendere meglio il valore della formazione tecnica.
Per realtà formative radicate nel territorio, come ENAIP Veneto, questa rappresenta una sfida educativa ma anche culturale: restituire piena dignità e centralità ai percorsi tecnico-professionali. La qualità della formazione non dipende automaticamente dalla durata del percorso, ma dalla sua progettazione didattica.
Laboratori, didattica per competenze, orientamento efficace e forte connessione con il territorio possono rendere un percorso formativo più incisivo anche con modelli organizzativi diversi da quelli tradizionali.
Il vero obiettivo non è difendere una struttura temporale, ma investire nella qualità dei contenuti e delle metodologie educative. Il dibattito sul 4+2, quindi, non dovrebbe limitarsi alla contrapposizione tra quattro o cinque anni di scuola.
La questione centrale riguarda il ruolo della formazione tecnica nello sviluppo del Paese e nelle opportunità offerte alle nuove generazioni.
Rafforzare la filiera tecnico-tecnologica significa offrire ai giovani percorsi chiari, qualificanti e capaci di garantire reale occupabilità. In questa prospettiva, il modello 4+2 non rappresenta una scorciatoia, ma un’opportunità per ripensare e rafforzare la formazione tecnica italiana.







