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Le testimonianze che ci ricordano le nostre origini: Valter Giacomello

Sono le 8.00 del mattino e nell'area interna al nostro centro di Padova mi viene incontro un signore che si guarda attorno con un misto di smarrimento e di sorpresa. Al saluto chiedo cortesemente chi cercasse e la sua risposta subito mi incuriosisce : " Mi chiamo Valter Giacomello e sono un ex allievo".

Ne approfitto per scambiare due chiacchere e per raccogliere questa bella testimonianza, che condivido.

"Qui c'erano campi, non gli edifici che vedo ora" sono queste le prime parole di Valter Giacomello all'entrata del valtergiacomello1parcheggio interno della sede ENAIP di Padova. E continua: " qui c'erano i torni e i laboratori meccanici e là, più avanti, le officine. Quanti ricordi della mia giovinezza! Arrivavo qui in Arcella dalla Stanga in bicicletta. Non c'era pioggia, nebbia o neve che giustificasse una mia assenza. In bici con qualsiasi tempo, perchè per me era un onore e un impegno primario venire alla scuola professionale delle ACLI."

Quasi si commuove nel ricordare i compagni di corso e i professori, in particolare quello di disegno meccanico che gli ha insegnato le basi per interpretare i manufatti che poi venivano realizzati con le macchine utensili.

"Ho frequentato il corso di Aggiustatore Meccanico, era il 1962, in pieno boom economico. Allora studiare era un privilegio e molti di noi studiavano e lavoravano nelle aziende appena sorte in zona industriale, dopo la guerra."

Il primo impiego il sig. Giacomello lo ha avuto in una storica azienda Padova, la Zedapa Spa, fondata nel lontano 1896 dal cav. Zuckermann dove negli anni '60 la produzione lavorava sedici ore al giorno in due turni. In quel periodo gli occupati che arrivarono a quasi 1200 unità passarono dalla produzione di occhielli, fibbie per scarpe, rivetti, ganci, bottoni per scarpe a quella, innovativa per i tempi, di minuterie per l’elettronica.

Successivamente lascia la Zedapa e viene assunto dal sig. Piovesan all'INARCA Spa, azienda di Vigodarzere, tutt'ora leader nella progettazione e produzione di terminali, connettori, tecnologie e macchine per la connessione elettrica, con la quale va in pensione.

E' qui da noi stamattina per accompagnare il figlio alle selezioni per un corso in avvio : "Questa scuola professionale a me ha dato tanto, ha richiesto impegno ma ho ricevuto molto e quello che ho ricevuto ho avuto modo di applicarlo nel mio lavoro a fianco di imprenditori capaci. Loro mettevano capitale, acquistavano macchinari sempre più moderni, rischiavano anche con le loro famiglie e noi lavoratori, assieme a loro, con le nostre capacità tecniche e abilità manuali le abbiamo fatte crescere. Ad ogni nuovo anno si aggiungevano spazi, capannoni, macchinari e colleghi più giovani che col posto di lavoro, potevano metter su famiglia".

Il sig. Giacomello mi chiede se sono ancora esposti i cosiddetti "capolavori" cioè le realizzazioni meccaniche complesse che gli allievi progettavano e realizzavano in occasione degli esami. Fortunatamente non tutto viene dimenticato in qualche magazzino e trova un capolavoro similare tra quelli esposti nella grande sala d'ingresso: è una morsa, completa in ogni sua parte, ricca di lavorazioni meccaniche, realizzata in alcune parti dal pieno e tutt'ora funzionante.

Ringraziandomi per averlo ascoltato, accompagna il figlio alla selezione. Ed io ringrazio lui per la preziosa testimonianza personale: un passato che a volte dimentichiamo ma che è stato la genesi del sistema attuale di formazione di cui ENAIP, con i propri centri, ne è parte integrante. (SDP)